giovedì 31 dicembre 2015

Auguri e non solo...

Si chiude oggi un anno ed è tempo di fare qualche bilancio, politico e non solo.

Per la prima volta il MoVimento 5 Stelle è entrato, anche se con un solo consigliere, in uno dei comuni della Versilia storica.
In questa metà anno abbiamo provato a stimolare la discussione, fuori e dentro il palazzo, sui temi che riteniamo fondamentali: acqua pubblica (senza se e senza ma), mobilità sostenibile, rifiuti zero, sociale, ambiente.
Segnaliamo ai lettori che con dispiacere alcune delle nostre proposte sono state modificate nella fase di discussione dalla maggioranza, formalmente e sostanzialmente, in modo da alterare in parte il significato ultimo del testo. La mozione sul baratto amministrativo e quella sui distacchi e minimo vitale garantito di Gaia ad esempio sono state occasione per mettere alla prova le idee ed i principi della maggioranza. Peccato che la battaglia per il minimo vitale garantito per tutti e la medesima retribuzione per un dispendente comunale ed un soggetto che richiede il baratto amministrativo non siano stati votati, perché per noi erano espressione di equità sociale.

Per la vicenda tallio, oltre ad aver dimostrato interesse e studio dell’argomento, probabilmente meglio di qualsiasi altra forza politica prima e dopo le elezioni (forse perché essere LIBERI da ogni condizionamento e pregiudizio aiuta a vedere le cose con più chiarezza?), abbiamo presentato un esposto che va a ripercorrere le vicende storiche che hanno contraddistinto la vicenda.
E’ in fase di definizione l’esposto per la vicenda TARI balneari a seguito dell’identificazione di una irregolarità nella definizione della tariffa per gli anni 2013 e 2014, così come confermato anche dalla vicenda del triplice passaggio in giunta (doppio per il consiglio comunale) del regolamento e piano finanziario per l’anno 2015.

Noi abbiamo fatto questo, e molto altro, anche grazie ai cittadini che hanno creduto in noi e votato un movimento giovane, ma motivato a cambiare veramente in meglio Pietrasanta, creando consapevolezza ed informazione senza imporre. I principi di democrazia e partecipazione diretta, che per noi sono così importanti, hanno contraddistino la nostra azione all’interno del Consiglio Comunale ed auspichiamo di avere ancora più contatto con i cittadini nel prossimo anno, in modo da portare la voce di tutti dentro il palazzo.

Doveroso anche fare una breve considerazione sulla maggioranza, che in questi mesi si è spesso dimostrata arrogante nei modi e nelle espressioni verbali, ma su cui pesano di più le decisioni sui temi che le sterili polemiche.
La decisione sui parcheggi a pagamento h24, rimuovendo i posti per i residenti, la strumentalizzazione della vicenda presepe con la pessima figura del nostro comune in diretta nazionale, l’eccessiva spesa per le luci natalizie, le strampalate proposte per il rifacimento della Versiliana (che stravolgerebbero completamente la sua natura e la sua storia), il pasticcio sulle borse lavoro, il viaggio in Alabama di cui si capisce poco il ritorno effettivo e tanto altro hanno dimostrato una sbandierata capacità di amministrare che non si percepisce realmente nei fatti. Spendere tanto tempo e soldi nella comunicazione non significa fare le cose, ma dire di farle o dire di averle fatte bene. 
La mostra “Gabbia-no” rappresenta un decadimento del valore sostanziale delle cose rispetto al valore che la comunicazione ed un impoverimento sociale e culturale offrono ad un evento altrimenti mediocre. E’ la vittoria del sembrare e non dell’essere, dell’effimero sul vero. La rivoluzione culturale che il MoVimento sta cercando di portare avanti affronta anche questo tema con serietà, perché vuole che i valori fondamentali di una società sana siano il cuore pulsante di una comunità. 
Per questo motivo, e per molti altri, riteniamo l’operato di questa amministrazione insufficiente, ma soprattutto che punta alla direzione sbagliata, a meno che non si vogliano impoverire sempre di più le nostre menti e le nostre coscienze.

Un ultimo punto, ma non meno importante, riguarda la battaglia per la gestione pubblica dei rifiuti. Il 24 dicembre scorso in consiglio comunale abbiamo contestato TUTTI i passaggi che stanno portando alla privatizzazione della gestione dei rifiuti della Toscana. Abbiamo messo in guardia l’amministrazione sul rischio delle tariffe in aumento, a causa della mancanza di concorrenza, e della probabile direzione scelta dal privato, ovvero l’incenerimento. Durante la discussione è emerso che la maggioranza è contraria all’entrata in Reti Ambiente Spa e che ha fatto di tutto per non entrare, ma il passaggio è obbligatorio. Come già detto in Consiglio non mi risulta che questa posizione del nostro comune sia emersa all’interno dell’assemblea ATO. Chi invece si sta battendo contro il gigante RA è il sindaco di Livorno Filippo Nogarin che oltre che contestare apertamente e dichiaratamente le scelte ha esplicitato davanti ai soci di RA tutti i motivi della nostra contrarietà a questa gestione della società, richiedendone la liquidazione mediante presentazione alla guardia di finanzia di una serie di irregolarità durante la gestione della società negli ultimi mesi.
Potete prendere visione di queste ai seguenti link youtube:

Ricordiamo a tutti che per combattere le battaglie non basta dire di farlo, ma bisogna studiare, prepararsi ed avere la libertà e la coerenza di poterle fare. La grande forza di un MoVimento come il nostro è che non siamo influenzati da conflitti di interessi, vicende penali, manie di protagonismo, volontà di fare carriera politica e disonestà intellettuale ancor prima che mancanza di etica.

Auguriamo a tutti una buona fine di 2015 ed un felice 2016, all’insegna della legalità, coerenza ed onestà. Noi vi garantiamo il nostro massimo impegno per portare i nostri principi all’interno della discussione della nostra collettività, con l’interesse di informare e consapevolizzare le persone sulle scelte che tutti noi dovremmo fare nell’interesse collettivo, auspicando che un giorno anche a Pietrasanta sia possibile utilizzare uno strumento democratico innnovativo come il referendum propositivo senza quorum, per far entrare le proposte della collettività nell’agenda politica della nostra amministrazione.

Tanti auguri e buone feste.

MoVimento 5 Stelle Pietrasanta

Sindaco di Zeri e acqua pubblica

Quando di parla di acqua pubblica il Movimento 5 Stelle c’è, sempre. “L’appello del Sindaco di Zeri, per impedire che il suo comune confluisca in Gaia S.p.a. l’abbiamo raccolto già diversi mesi fa”. A parlare è il consigliere regionale Giacomo Giannarelli che aggiunge: “Abbiamo fatto tutto il possibile, ora la battaglia sarà a suon di carte bollate tra comune e regione e tra i cittadini - e quindi anche noi - per chiedere il rispetto dell’esito del referendum. Oltre alla facile demagogia di alcune forze politiche abbiamo fatto parlare le nostre azioni in regione”. Ma non solo. La legge che imporrebbe a Zeri di entrare nell'ambito territoriale ottimale “Toscana Nord”, il cui ente gestore è, appunto, Gaia, ha una matrice nazionale, e in questo senso il M5S si è mosso anche a livello parlamentare firmando un disegno di legge, in discussione in commissione ambiente della Camera dei deputati, che rispecchia gli esiti referendari del 2011 e chiede una gestione dell’acqua suddivisa per bacini idrografici e in mano completamente pubblica. “Il Presidente Enrico Rossi” conclude Giannarelli, “sta invece andando nella direzione opposta: una grande società per azioni, partecipata dal privato, che gestisce l’acqua di tutta la regione ma i risultati sono già sotto gli occhi di tutti: qualità dell’acqua peggiorata ovunque e le tariffe toscane più alte d’Italia”.

A quei partiti che tentano di riciclarsi spacciandosi anche in questo caso come difensori dell'acqua bene comune vogliamo ricordare che il decreto legislativo che ha permesso a Rossi di intimare la consegna degli impianti di Zeri a Gaia è il dlgs 152/2006 del governo Berlusconi, appoggiato e sostenuto dalla tanto bellicosa quanto dannosa Lega Nord.

Ricordiamocelo cittadini.

sabato 26 dicembre 2015

Sul CC del 24 dicembre scorso

Come saprete, la vigilia di natale si è tenuto il consiglio comunale in cui si discutevano diversi punti, tra cui il piano delle alienazioni, il bilancio 2016 e pluriennale ed il conferimento degli asset del comune a Reti Ambiente S.p.a.

Come preannunciato in un post precedente siamo entrati in consiglio comunale per far mettere a verbale le nostre opinioni sui punti salienti dell'ordine del giorno. Il consigliere ha iniziato l'intervento sul punto 1, le alienazioni, ma volendo fare una dichiarazione più ad ampio spettro è stato interrotto prima della conclusione per permettere agli assessori ed al sindaco di esprimersi per primi sui punti.
Le nostre posizioni in merito alla discussione sono però rimaste ferme, nonostante i proclami e le spiegazioni degli amministratori tutti: se avessimo dovuto scegliere una parola che riassumesse tutto l'odg potevamo tranquillamente usare PRIVATIZZAZIONE.
Il piano delle alienazioni è ampio e prevede di far entrare nelle casse diversi soldini, una tantum, dalla cessione di beni ritenuti non più strategici dall'amministrazione. Riteniamo doveroso far presente che una cessione a prezzi ribassati ora di una proprietà comunale acquistata con il mercato fiorente rappresenta spesso una perdita, quando il comune è stato fortunato a riuscire a vendere. Di fatto le alienazioni sono spesso messe a bilancio per poi non vedere un becco di un quattrino, visto che le aste vanno spesso deserte, per poi dover rimettere le mani con variazioni che a volte sono lacrime e sangue (tutto ovviamente dipende dalle aspettative e dai volumi di denaro di cui si parla).
L'aspetto però che temiamo di più, e su cui abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà, è l'ingresso in Reti Ambiente S.p.a. che rappresenta la cessione della nostra quota di Ersu S.p.a. ad una società che gestirà i rifiuti di ATO Costa e che andrà di fatto verso la privatizzazione del servizio. Senza concorrenza, con il privato che vuole speculare, ed una politica poco lungimirante sulla gestione dei rifiuti (si parla di incenerimento, non di rifiuti zero, sfortunatamente) si cede la sovranità della tariffa e non solo. Lo scenario più ottimista vede un futuro innalzamento della tariffa, di nuovo, quello peggiore l'incenerimento e sottolineiamo che ovunque si costruiscano gli inceneritori il problema ambientale e sanitario rimane.

La nostra posizione sul bilancio è poi stata espressa soprattutto per le mancate decisioni politiche con visione futura, più che a breve o brevissimo termine. Manca totalmente, a nostro avviso, un'investimento per il trasporto urbano sostenibile. Abbiamo la fortuna di vivere in una parte di Italia in cui per diversi mesi l'anno ci si può spostare in bici, o altri mezzi tecnologicamente avanzati, per non parlare dei mezzi pubblici, ma non disponiamo di una infrastruttura adeguata. Bisogna avere il coraggio di togliere il più possibile il traffico dal nostro centro storico e non solo e di invogliare le persone ad utilizzare mezzi di trasporto sostenibili; basti vedere l'iniziativa del comune di Massarosa che finanzia chi va a lavoro in bici. Limitata la visione a lungo termine della gestione rifiuti, anche in considerazione della cessione di sovranità esplicata prima. Mancante un sano e doveroso investimento per un check-up ambientale serio ed esteso a tutto il territorio Comunale, perché ormai si deve giocare sulla prevenzione, che costa poco, prima del ripristino o correzione degli errori, che costa molto di più. Sul sociale si è fatto qualcosa, ma anche grazie alla nostra mozione, passata in consiglio comunale, sul baratto amministrativo, che ha offerto uno spunto su cui lavorare all'assessore Santini. 
Dopo aver espresso tutti questi punti, ed aver dichiarato la nostra contrarietà alle decisione politiche prese dalla maggioranza, siamo usciti dall'aula senza esprimere il nostro voto.

Come tutti sanno il movimento valuta solo ed unicamente le proposte, senza considerare le forze politiche che le presentano, e durante la lettura della documentazione in discussione ci siamo trovati più volte a dire "noi avremmo fatto diversamente", come sui parcheggi, l'illuminazione natalizia, la raccolta differenziata pesata per una sola categoria e tanto altro. Il cambiamento che noi auspichiamo per Pietrasanta è ancora lontano dall'essere concretizzato, ma noi stiamo lavorando per portare in consiglio le nostre proposte, con il solo obiettivo di veder migliorare la vita di tutti i cittadini.


Tanti sentiti auguri e buone feste.

Movimento 5 Stelle Pietrasanta

mercoledì 23 dicembre 2015

Sul CC del 24 dicembre

Dopo qualche giorno di riflessione il Movimento 5 Stelle Pietrasanta ha deciso, in considerazione delle osservazioni che abbiamo già spiegato in questo articolo, ma anche altri, di entrare domani mattina in consiglio comunale per leggere una dichiarazione, per poi uscire.
Non usciamo per andare a fare compere o per farci un giro da qualche parte, ma rimarremo fuori dal Comune per rispondere alle domande che i cittadini vorranno farci e per dire la nostra su alcuni punti a quelle persone che si dimostreranno veramente interessate ad ascoltarci.

Invitiamo quindi tutti domani mattina, dalle ore 9, davanti al Comune.



venerdì 18 dicembre 2015

Sulla calendarizzazione del CC in data 24

La vicenda della calendarizzazione del consiglio comunale del 24 dicembre sta acquistando un aspetto quasi ironico, che vorrei chiarire.

In data 4 dicembre scorso abbiamo ricevuto per la prima volta una parte degli atti collegati al bilancio (il DUP) ed in data 5 dicembre abbiamo lo schema di bilancio di previsione 2016-2018 approvato in giunta il 4 dicembre, assieme alla proposta di delibera consiliare del piano triennale per le alienazioni e valorizzazioni per gli anni 2016-2018.

Proprio in data 5 dicembre si è svolta, presso la sala della giunta, la capigruppo in cui ci eravamo lasciati con la volontà di definire, nella successiva commissione bilancio prevista per l'11 dicembre, la data del CC. Durante tale capigruppo è emersa (non da noi) la volontà di calendarizzare il CC in data 24 o 25 per non ritardare la partenza per le vacanze ed è stato RICHIESTA alla minoranza la disponibilità a calendarizzare il CC PRIMA dei 20 giorni previsti dal regolamento (date ipotetiche dal 21 al 23). La capigruppo si è così sciolta con la concordata volontà di discutere negli appuntamenti successivi la possibile data e con il nostro impegno a verificare se ci fosse il tempo materiale per valutare tutto il materiale in tempo.

Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione per commissioni nella settimana successiva, ma una mail in data 10/11 dal presidente del consiglio che ci informava che, non essendo pervenuta la convocazione per la commissione bilancio, la riunione sarebbe stata convocata la settimana successiva.

Abbiamo ricevuto la convocazione e la chiamata telefonica per la commissione prevista per il giorno 18 (a cui il consigliere non poteva partecipare per impegni lavorativi fuori sede) in data 14 dicembre.

Solo in data 16 dicembre veniva però ricevuta la comunicazione che un importante documento allegato al bilancio, ovvero il parere del collegio dei revisori dei conti, era disponibile presso la segreteria.

Vogliamo puntualizzare che il consigliere Lari non ha ricevuto, dalla data del 5 dicembre alla data del 14 dicembre (convocazione commissione bilancio) alcuna richiesta in merito alla calendarizzazione e che anche dalla data 16 dicembre non è stata richiesta la disponibilità, da mettere ovviamente per scritto, a discutere in Consiglio Comunale i documenti non pervenuti nel tempo dei 20 giorni previsto dal regolamento.

Avendo già dato ampia disponibilità sulle date per la calendarizzazione del discusso Consiglio Comunale durante la capigruppo del 5 dicembre ci riteniamo offesi dalle accuse di voler posticipare la data per mancanza di dedizione alla carica, considerando che il nostro consigliere non ha previsto vacanze durante il periodo in discussione. Come se non bastasse non abbiamo ricevuto alcuna richiesta per calendarizzare la data del CC non rispettando il periodo di 20 giorni previsto nel regolamento comunale (che riteniamo appena sufficiente per studiare tutta la documentazione in discussione per una convocazione come questa), considerando infatti che l'ultima parte della documentazione è pervenuta solo in data 16 dicembre.

Tutto questo premesso e considerato facciamo notare che non è questo il modo di rispettare le minoranze e la trasparenza ben espressa dalla legge e dai regolamenti. Stiamo valutando la possibilità di non entrare in Consiglio il 24 dicembre e di rimanere fuori dall'edificio comunale per rispondere alle domande dei cittadini interessati alla nostra opinione sui documenti in discussione e sulle scelte politiche che questa amministrazione sta portando avanti con una arroganza che poco si confà ad un'ottica di cooperazione tra le forze politiche votate dai cittadini, che hanno il compito di amministrare nel migliore dei modi il nostro comune.

giovedì 10 dicembre 2015

La crociata contro il nemico immaginario

Da giorni media e social sono invasi dalle discussioni in merito alla decisione di una coordinatrice di non addobbare il presepe natalizio in un asilo nido, a detta di alcuni per non ledere i bambini e le famiglie di una fede diversa dalla nostra. Ma se non fosse proprio questa la causa scatenante dei “calci in culo”? Sin dal 2003 l’allestimento del presepe non è previsto nel programma pedagogico di diverse strutture scolastiche del nostro comune che ospitano bambini dai 12 ai 36 mesi. Il motivo di questa scelta poco ha a che fare con la questione religiosa, ma solo di sicurezza, essendo il presepe composto da oggettistica solitamente di piccole dimensione, facilmente ingeribile per un bambino di quell'età che ha il vizio di mettersi gli oggetti in bocca. Questa limitazione non ha però impedito a questi asili nido di festeggiare il natale, anzi! La domanda che sorge spontanea è quindi la seguente: dal 2003 al 2010, in piena amministrazione Mallegni, il presepe non è mai stato allestito. Come mai per ben 12 anni questo non è stato un problema? Un altro motivo di discussione è stato il crocifisso, al momento assente. Ma anche qui devo dire che ci sarebbe da puntualizzare una cosa: l’inaugurazione dell’asilo nido è avvenuta nel 2008, alla presenza del sindaco Mallegni, il crocifisso non c’era e non è stato installato neanche nel successivo biennio della stessa amministrazione. Come mai per ben 7 anni tutto questo non è stato un problema?
Quello che è certo è che ad oggi la montatura mediatica eccessiva sta influenzando in negativo la didattica nell'asilo nido oltre che mettere sotto pressione educatrici e famiglie che non hanno lamentato negli anni passati alcun fastidio per l’assenza del presepe o della croce nelle aule. L’ennesimo punto su cui riflettere però riguarda “l’apparire”. Si è deciso di far apparire una cosa diversa da quella che in fondo è? Si è deciso di portare in un nido un presepe non certificato a norma da 0-3 anni, con parti facilmente ingeribili.  Per quale motivo? Per farsi belli con le televisioni ed i giornali chiamati a raccolta per combattere un nemico immaginario? Eppure i nemici veri, in un asilo, ci sono e sono ben visibili. Ad esempio i radiatori con parti in plastica rigida che con il tempo si sono rotte e che durante il periodo estivo sono state coperte con del cartone, cosa ovviamente impossibile da fare durante l’inverno. Questa situazione di vero pericolo è già stata segnalata più volte, ma per questa non c’è stata la medesima attenzione. Qualche settimana fa, in consiglio comunale, il sindaco ci ha rimproverato di fare demagogia, sostenendo che nessuno meglio di lui la sa fare. Non è che per caso… demagogia portami a Roma? Un ultimo spunto di riflessione: per capire che non si stava veramente parlando di una lotta di religione sarebbe bastato chiedere quante sono le famiglie di fede diversa da quella cristiano/cattolica in quella scuola e chiedere a quella/e famiglie se erano d’accordo a fare il presepe. Ce ne risultano due, che avevano tra l’altro espresso parere favorevole  all'allestimento. Peccato che si preferisca sacrificare la verità per meri tornaconti personali.


N.B. Alla trasmissione di Giletti la nostra città ha fatto una brutta figura, ma non perché una mamma ha espresso la sua opinione. Rassicuriamo tutti che le parole "gli do dei calci nel culo" non rappresentano il nostro modo di essere accoglienti, ospitali e solidali con i cittadini e tutti quelli che vogliono visitare la nostra bellissima Pietrasanta.

venerdì 4 dicembre 2015

Il Dividente Demaniale di Pietrasanta




Il 24 novembre 2015 la giunta Mallegni ha approvato con voto unanime una deliberazione che prevede lo spostamento del “dividente demaniale” in maniera tale da sottrarre al demanio marittimo la porzione di spiaggia su cui insistono i manufatti (leggi “stabilimenti balneari”) e conseguentemente sottrarre allo spauracchio della Bolkestein, e alle regole del mercato interno, il comparto del cosiddetto turismo balneare tipico. La Regione Toscana, in applicazione del D. L. 78 del 19 giugno 2015, ai sensi dell’Art. 7 comma 9-septiesdecies della L. 125/2015, che attua il precedente Decreto 78/2015, aveva richiesto ai comuni costieri una mera “RICOGNIZIONE” delle aree del demanio marittimo ai fini di una corretta perimetrazione del “dividente demaniale”. L’occasione era ghiotta e i nostri eroi non se la sono fatta sfuggire: al punto 3) della deliberazione della giunta pietrasantina si legge infatti un’ampollosa enunciazione delle ragioni che vorrebbero sottrarre alla direttiva Bolkestein la fascia di demanio marittimo su cui insistono i fabbricati per trasferirla al demanio comunale, gabbando in scioltezza la direttiva che tenta di riportare nell’ambito della concorrenza anche questo importante settore dell’economia nazionale, che fino ad oggi è stato sottratto alle leggi del libero mercato a colpi di proroghe illegittime. Si parla di sottrarre le coste italiane a potenziali "appetiti speculativi", certo non a quelli di chi ne gode invariabilmente da molti decenni.
Contemporaneamente tutti gli altri comuni costieri, da Piombino a Viareggio, a Montignoso (Deliberazione di giunta 223 del 27/11/2015) hanno deliberato in giunta la stessa incredibile richiesta, probabilmente orchestrata dall’alto. 
Niente di strano: si tratta dell’attuazione del famigerato Testo Unico Del Dotto, che l’attuale sindaco di Camaiore ha elaborato in anni di studi giurisprudenziali di concerto con esperti del settore sotto l’egida della Senatrice Granaiola, che già nel 2013 aveva tentato la via della sdemanializzazione con una cordata di onorevoli e senatori del PD e di Forza Italia, naufragata tristemente dopo l'intervento del vice ministro Fassina.
Stranamente Mallegni e Mazzoni, i due balneari della giunta, non erano presenti alla votazione di giunta, quindi i soliti grillini malfidati non potrebbero nemmeno invocare il conflitto di interesse. 
La ragione alla base di questa richiesta sarebbe, secondo i nostri alacri amministratori, la “perdita della demanialità” di detta fascia del demanio marittimo: quindi la “demanialità” viene meno semplicemente per il fatto che sull’arenile sono stati costruiti alcuni fabbricati. Il giochino è semplice, chi prende in concessione un arenile e ci costruisce sopra lo vede trasformare da demanio marittimo a demanio comunale, e quindi si vede liberato dall’incubo della Bolkestein. Se un soggetto costruisce su un terreno privato il manufatto, per accessione, viene acquisito dal proprietario del terreno; se invece un soggetto costruisce sul demaio marittimo, che appartiene a tutti i cittadini, non solo conserva la proprietà del manufatto ma, grazie alle amministrazioni PD e Forza Italia della Toscana, riesce a sottrarsi alle leggi della libera concorrenza nel mercato interno fino a diventare proprietario dell’intera area. 
Il MoVimento 5 Stelle si oppone fermamente a questa ennesima porcata finalizzata a privatizzare la spiaggia, che appartiene a tutti i cittadini, e auspica che la giunta Mallegni dedichi le stesse energie anche alle problematiche delle altre categorie economiche di Pietrasanta, non solo a quelle che interessano personalmente ai membri della giunta.
Fonti: deliberazione di giunta n. 256 del 24/11/2015

martedì 24 novembre 2015

Osservazioni sul CC del 21 novembre

Sabato 21 novembre scorso si è tenuto il consiglio comunale. I punti all'ordine del giorno erano diversi, dalla rinegoziazione di parte del debito del comune alla discussione delle mozioni presentate anche dal nostro gruppo.

Partendo dalla rinegoziazione, dopo aver preso visione dei documenti allegati alla delibera in discussione abbiamo avuto molti dubbi sul voto. I motivi di questo dubbio erano collegati a due aspetti: rinegoziazione di 5.8 milioni di euro su poco meno di 20, che però comportano una spesa aggiuntiva, al termine del periodo di restituzione, di 1,67 milioni di euro (quasi il 30%) e una mancata documentazione in cui si spiega come l'amministrazione vuole usare gli oltre 100 mila euro così "liberati" per questo anno, come alcuni dei prossimi. La scelta rappresenta senza dubbio un aspetto positivo per quanto riguarda la stabilizzazione dei tassi ed il risparmio annuale, ma una mancanza di trasparenza sulle intenzioni di spesa per i prossimi anni e un aumento del 30% della somma da restituire ci ha fatto decidere per un voto di astensione.

Abbiamo poi discusso alcune interrogazioni presentate dall'opposizione tra cui due nostre.

  1. Interrogazione su art. 21 e 22 del Regolamento TARI del comune ed in particolare su inserimento delle agevolazioni ad alcune categorie e quali forme di agevolazioni fossero state poste in essere per le famiglie più disagiate. La risposta è arrivata dall'assessore Crivelli, che ha chiarito che le misure sono state definite dall'amministrazione Lombardi e che sono oltre 400 le persone che hanno goduto delle agevolazioni di cui all'articolo 22.
  2. Interrogazione sulla mancata adozione di un Piano Antenne. Eravamo venuti a conoscenza del fatto che, già a gennaio 2014, era stato dichiarato come "pronto" il piano antenne del Comune. Poco dopo il nostro ingresso abbiamo formalizzato una richiesta sullo stato dell'arte di questo importante regolamento. Ha risposto l'assessore Tartarini che ha difeso il ritardo motivando il ritardo con gli sfortunati eventi del 5 marzo ed ha preso impegno per una prossima definizione del piano. Controlleremo che questo avvenga.
Sono state poi discusse 3 mozioni, due del M5S ed una della maggioranza.
  1. Mozione per il taglio della retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti del nostro comune. A nostro avviso se ai cittadini viene richiesto di "tirare la cinghia", anche chi ha amministrato ed amministra deve fare dei sacrifici. Lo stipendio di un dirigente è composto da 3 voci: stipendio base (circa 40mila euro lordi anno), retribuzione di posizione e retribuzione di risultato. Lasciando inalterato lo stipendio base, tagliando invece la retribuzione di posizione al minimo possibile per legge (circa 11 mila euro lordi anno) e minimo anche per la retribuzione di risultato. Un ulteriore aspetto positivo di questa proposta era quello di reindirizzare la parte del fondo così "tagliata" verso quelle figure all'interno del comune che negli anni hanno dimostrato competenza ed ottenuto risultati, alimentando un sistema di premio a chi merita.
    La maggioranza ha deciso di bocciare la mozione adducendo motivazioni abbastanza leggere, tra cui la scontata frase <<noi abbiamo già tagliato rispetto a prima>>... Vero, ma si può sempre fare meglio e questa proposta andava in questa direzione. Peccato che si sia persa questa opportunità, chissà cosa ne pensano i cittadini...
  2. Mozione per l'introduzione del baratto amministrativo. Questa mozione è una proposta importantissima per aiutare tutte le famiglie in difficoltà. La nostra proposta iniziale prevedeva la possibilità, per chi avesse una situazione di evidente difficoltà economico/sociale, di richiedere di barattare le tasse comunali con lavori socialmente utili. Un punto fondamentale è però la valutazione del lavoro, che dovrebbe essere paritetica a quella della medesima figura come dipendente comunale. Peccato che la mozione uscita dopo gli emendamenti presentati dalla maggioranza taglia la verifica della situazione economico/sociale e la parte relativa alla valutazione economica del lavoro. Oltre a questo c'è ovviamente il tentativo di mettere il cappello sulla proposta, che va bene a patto che si esca con un testo finale che va nel solo interesse del cittadino, ma in questo caso abbiamo dubbi. Vigileremo!
L'ultima mozione, presentata dal consigliere Ronchi, riguardava un punto discusso in commissione ambiente riguardante l'inserimento, nella bolletta gaia, di una tabella con i valori delle analisi delle nostre utenze. Già in commissione avevamo confermato la bontà della proposta, aggiungendo assieme al PD alcuni punti di riflessione alla discussione: dalla bolletta elettronica con un maggior dettaglio delle info grazie alla digitalizzazione, alla bolletta in bianco e nero per ridurre i costi. Anche il PD aveva presentato spunti interessanti, che però non sono stati votati dalla maggioranza in un atteggiamento ti totale chiusura ad una discussione aperta e volta ad ottenere il miglior risultato possibile.

Questo consiglio comunale lascia molto amaro in bocca. Si sono perse diverse occasioni per fare il meglio, accontentandosi di fare qualcosa e metterci il cappello della maggioranza. Dispiace, perché questi modi da vecchia politica sono ostacoli ad una buona amministrazione della cosa pubblica. Continueremo a combattere affinché si diventi finalmente adulti, sia politicamente che umanamente, perché chi era tra il pubblico ad assistere alla seduta del consiglio comunale non ha visto un bello spettacolo.

Una nota che viene dal cuore: abbiamo osservato 1 minuto di silenzio per le vittime di Parigi. Non per doversi ripetere sempre, ma dobbiamo cominciare ad guardare alle cose con maggiore consapevolezza e da qui nasce un'osservazione: i morti sono tutti uguali? Oppure piangiamo solo quelli che ci sono più vicini geograficamente, con lo stesso colore della pelle o con la stessa religione? Le vittime di una strage, non sono tutte vittime? Forse sarebbero molti di più i minuti di silenzio da osservare se si commemorassero tutte le vittime delle barbarie dell'essere umano, forse si rimarrebbe persino in silenzio a pensare di chi sono le colpe...

lunedì 26 ottobre 2015

Comunicato tallio nei terreni

Comunicato tallio nei terreni
Apprendiamo da fonti di stampa che lo studio dei geologi dell’Università di Pisa, parte integrante del lavoro del tavolo regionale ambiente, e facente parte della convenzione firmata da Comune, Regione ed appunto Università offre un quadro allarmante per quanto riguarda la qualità dei terreni limitrofi al torrente Baccatoio.
Il Movimento 5 Stelle aveva già richiesto tale relazione all'amministrazione, che l’ha ricevuta a fine luglio scorso, mediante accesso agli atti del 31/08 che è rimasto inesorabilmente inascoltato. Come mai questa segretezza? Perché l’assessore non ha subito informato la cittadinanza dei pericoli collegati alla coltivazione di ortaggi nei terreni vicini al torrente?
Ma le domande non finiscono qui. Come mai, consci della situazione, non è stato investito un centesimo sullo studio di soluzioni ad una situazione così grave? Eppure era fattibile, abbiamo appena approvato due variazioni di bilancio ed abbiamo anche chiesto in fase di consiglio comunale se fossero stati stanziati soldi per la bonifica, ma ci si è banalmente nascosti dietro al vecchio divieto di attingimento ed utilizzo delle acque del 2009 ed a fondi regionali non ancora pervenuti. Supponendo però che tutti i cittadini abbiano seguito tale prescrizione ed abbiano utilizzato l’acqua dell’acquedotto per annaffiare l’orto il problema persiste, perché tale acqua era carica di tallio.
Sorgono quindi altre domande. Ed ora? Ci sarà un ordinanza di divieto di utilizzo degli orti? Verrà inibita la piccola agricoltura casalinga? E chi nel proprio orto ha investito tempo ed amore, credendo di mangiare prodotti salutari, cosa dovrà fare? Ed il danno di non poter più coltivare nel proprio terreno come verrà risarcito? Perché l’amministrazione non ha preso in considerazione la mozione del nostro gruppo consiliare, vigile ma propositivo, per la fitobonifica del torrente Baccatoio presentata lo scorso 7 agosto che ha l’obiettivo di trovare metodologie a basso costo per la bonifica delle acque e dei terreni contaminati da tallio (casi di studio già provati in altre parti del mondo a cui hanno fatto seguito pubblicazioni scientifiche allegate)?

Immaginiamo la rabbia dei cittadini per una vicenda che a nostro avviso è stata gestita, per l’ennesima volta, male, con mancanza di trasparenza verso i cittadini e senza un’ottica di prevenzione per la salute umana.


sabato 24 ottobre 2015

Trasparenza sulle acque...

Una dovuta riflessione sull'acqua…

Volendo fare ulteriore trasparenza sulla vicenda tallio nell'acquedotto pubblico del nostro comune abbiamo richiesto ad ASL tutti i dati relativi alla presenza di tale elemento nella rete idrica tra il 2011 ed il 2014, anche quelli tra 0,5 (valore GOAL dell'EPA per le acque ad uso potabile) e 2 (valore limite sempre dell'EPA).
Crediamo sia necessario pubblicare i dati per una conoscenza pubblica di tutte le informazioni collegate a questa vicenda. Potete prendere visione dei risultati a questo indirizzo: https://drive.google.com/open?id=0B78sgh6yL8N6c0FjbUg5bzJQQ28

Abbiamo presentato inoltre un'interrogazione per la presenza di tubazioni in cemento amianto nel territorio comunale. La risposta dell'assessore cita una lettera di Gaia alla Senatrice Granaiola dell'anno 2014 in cui si legge: “non ci sia un limite per le fibre disperse nelle acque potabili e le linee guida dell'Epa riportino un limite ma relativo all'eventuale esposizione a fibre aerodisperse che si possono liberare con lo scorrimento dell'acqua dal rubinetto e non riferito a problemi dell'apparato digerente.”.
A seguito della nostra interrogazione l'amministrazione ha richiesto i dati dei monitoraggi promessi per novembre 2014 e non ancora pervenuti al comune. Aspettiamo di leggere questi risultati. Alleghiamo per trasparenza la risposta dell'assessore: https://drive.google.com/open?id=0B78sgh6yL8N6elJVQjF4RmN2eFk

Sul documento di Gaia invece si legge che dei 256km di tubature in cemento amianto sul territorio gestito da Gaia 228km sono in Versilia “anche per la favorevole composizione dei suoli (sabbia) che consentiva una agevole e sicura posa delle tubazioni”.


Lasciamo i cittadini la libertà di farsi le proprie idee in merito alla qualità delle acque del nostro territorio, ribadendo la nostra decisa e incontrovertibile lotta per mantenere l'acqua totalmente pubblica, con una gestione oculata nel rispetto dell'ambiente e della salute degli esseri umani. 

Sul CC del 21 ottobre scorso...

E' stato un consiglio comunale abbastanza caotico in cui, per l'ennesima volta, si è assistito ad un continuo scambio di accuse tra maggioranza e minoranza PD su chi ha amministrato peggio. Ritenendo questo tipo di atteggiamento inutile al fine di fare chiarezza e rendere trasparente la macchina amministrativa locale preferiamo parlare di temi.

La scorsa settimana siamo stati convocati d'urgenza per una conferenza capigruppo/commissione bilancio per parlare del consiglio comunale d'urgenza di sabato mattina (a cui il nostro consigliere comunale non ha potuto partecipare) che prevedeva la discussione sulla ratifica della nomina dei revisori dei conti del comune, in scadenza proprio domenica 18 ottobre (perché c'è la cattiva abitudine di fare tutto all'ultimo). In effetti non si parla di nomina o di elezione poiché tali professionisti non sono più nominati o eletti, ma estratti da una lista ministeriale fra chi ha dato disponibilità ed è idoneo a svolgere la mansione*.
Sabato mattina stesso abbiamo ricevuto una ulteriore comunicazione in cui si indicava un punto aggiuntivo all'ordine del giorno del consiglio comunale di mercoledì 21 ottobre scorso, l'ultimo che verrà affrontato in questo riassunto.

Ordine del giorno:
  1. Servizio polizia municipale. Convenzione tra i comuni di Pietrasanta, Seravezza e Stazzema. Modifica articolo 4. Con questa modifica si fa a definire il responsabile apicale della nuova organizzazione della polizia municipale, che sarà Goduto di Seravezza, e si amplia il piano di interventi sul territorio da un carattere straordinario ad un carattere più ordinario.
La nostra visione su questo punto riguarda principalmente la percezione, ed anche la realtà dei fatti, di sicurezza dei residenti di Pietrasanta. In considerazione del fatto che, almeno fino ad ora, questa iniziativa non ha di fatto migliorato questo aspetto temiamo che nel lungo periodo il bilancio della presenza di agenti sul territorio comunale di Pietrasanta possa andare in perdita, anche in considerazione del fatto che abbiamo il maggior numero di agenti rispetto agli altri comuni che hanno sottoscritto la convenzione (Stazzema addirittura 3). Ritenendo quindi ancora acerbo il bilancio fatto dall'assessore Cosci ci siamo astenuti dal votare il carattere di ordinarietà e la cessione di “potere” ad un comandante diverso dal nostro, non per un ottica di mero campanilismo, ma per il timore che questo comporti una maggiore attenzione, da parte del responsabile apicale, al territorio in cui è in servizio. Un aspetto positivo potrebbe riguardare invece la frazione di Strettoia, che essendo un isola all'interno di un altro comune era spesso lasciata a se stessa, ma ora dovrebbe godere di maggiori attenzioni.

  1. Variazione Bilancio di cui alla Delibera G.C. n. 202 del 9/09/2015. Immaginate qui le discussioni tra csx e cdx. Abbiamo utilizzato le dichiarazioni di voto per confermare che ogni volta che leggiamo bilanci e variazioni di bilancio nasce spontaneamente il pensiero che noi avremmo fatto qualcosa di diverso. In questa variazione infatti, la prima del 2015, notiamo un incremento per i proventi collegati agli oneri di urbanizzazione che noi abbiamo aspramente contestato in quanto il nostro territorio è già pieno zeppo di edifici sfitti, in vendita da anni, costruiti a metà, fatiscenti, ecc … Basta con la cementificazione incontrollata del nostro territorio, sì alla ristrutturazione con una visione eco-sostenibile delle nostre abitazioni. Non dobbiamo costruire niente di nuovo, ma rendere il più possibile energeticamente autonomi gli edifici che già ci sono. Un ulteriore punto era più una richiesta che una contestazione, in considerazione del fatto che la prima voce della seconda variazione è l'aumento a 6mila euro (mille euro in più di quanto preventivato) dei gettoni di presenza dei consiglieri. A quanto mi risulta tutti noi abbiamo un'occupazione ed i nostri datori di lavoro (per i dipendenti) ricevono già un rimborso per la nostra assenza dal lavoro. Sarebbe un grande gesto, da parte dei consiglieri, rinunciare al gettone di presenza e indirizzare quelle cifre sul sociale, tanto per fare un esempio.
  2. Variazione Bilancio di cui alla Delibera G.C. n. 213 del 25/09/2015. Anche qui grandi discussioni. Le nostre osservazioni sono state principalmente sul sociale e nel merito di alcune affermazioni della maggioranza che afferma di aver dato 500€ di borse lavoro agli occupanti delle case parcheggio per dargli una nuova opportunità. Come spesso accade in politica, si tratta di una mezza verità. Di questi 500€ ben 300 saranno immediatamente trattenuti dal comune per pagare il pregresso e con i restanti 200€ dovranno essere pagati gli affitti (130€ per gli appartamenti più piccoli e 160 o 180€ per quelli più grandi) e le bollette saranno intestate alle famiglie occupanti. In pratica si dice che si danno 500€ alle famiglie, ma in realtà riceveranno solamente 70 o 30/40€ che serviranno a pagare le bollette intestate (che secondo una delibera di giunta della vecchia amministrazione Lombardi erano indicate sulla cifra di 220€). Vogliamo sottolineare che anche la proposta di baratto amministrativo presentata dal nostro gruppo lo scorso luglio, ma mai discussa in consiglio (forse ora capiamo il perché), rappresenta uno scambio tra una comunità che aiuta delle persone in difficoltà e questi ultimi che restituiscono, sotto forma di lavoro, qualcosa alla comunità. Per quanto riguarda questa iniziativa si deve semplicemente essere sinceri: alle famiglie non vanno 500€ ma molto meno e gran parte di questa cifra verrà di fatto trattenuta per coprire il pregresso (su cui ci sarebbe molto da discutere, ma forse non in questa sede). Per i motivi sopra citati abbiamo votato contro.
  3. Elezione revisore dei conti Azienda Speciale Farmaceutica. Contrariamente a quanto chiaramente definito nel documento tecnico dei revisori allegato al bilancio consuntivo 2014 e preventivo 2015, che prevedeva, in conseguenza della delibera dello scorso 2014 a firma Lombardi, di cessare il ramo autonomo dell'Azienda Speciale Farmaceutica per confluirla all'interno della società partecipata Pietrasanta Sviluppo ci troviamo oggi a nominare un revisore dei conti. Il motivo? La maggioranza non ha ancora deciso cosa fare… Assurdo. In pratica se poi la decisione presa con la delibera verrà seguita stiamo pagando per niente un revisore che poi non servirà, altrimenti si dovrà fare una nuova delibera che cancellerà la delibera precedente che rappresenta un risparmio per i cittadini. Scelta che l'amministrazione doveva comunque fare prima del consiglio comunale del 21 ottobre scorso. Questo punto prevedeva la votazione di un nome tra la lista di CV pervenuti ed il voto per l'approvazione collegata. Ci siamo astenuti dall'esprimere un nome, nonostante la presa visione dei CV pervenuti (che per noi dovevano essere resi pubblici per la visione di tutti i cittadini). Abbiamo anche votato contro, ma con il dispiacere di aver visto che forse la persona scelta dalla maggioranza non è quella più qualificata tra le possibili scelte.
  4. Regolamento delle opere d'ingegno. Su questo punto ci siamo astenuti perché secondo noi questo regolamento, seppur necessario per regolare in maniera chiara le attività che si possono svolgere nelle piazze e gli altri luoghi pubblici del nostro comune è stato da noi interpretato come una limitazione alle attività ed iniziative più modeste. E' come se fosse stato definito un taglio orizzontale che rappresenta un minimo da soddisfare per le opere da esporre e vendere, mentre secondo noi le forme d'arte possono difficilmente essere considerate come sufficientemente buone o meno. L'aspetto più negativo comunque di questo punto è l'assenza del bando collegato, che è stato indicato dall'assessore cosci come prossimo alla definizione, rappresenta un voto a fiducia che non ci appartiene. Secondo noi queste due proposte dovevano essere presentate assieme.
  5. Elezione membro gemellaggi. In considerazione del fatto che il nostro consigliere non ha la possibilità di seguire un altro impegno abbiamo votato il membro espresso dalla minoranza Lazzerini.
  6. Affido dello scassettamento dei parcheggi alla Pietrasanta Sviluppo S.p.a. Un servizio che prima era affidato all'esterno e poi è stato riportato all'interno del comune. Ad oggi si decide di spostarlo alla Pietrasanta Sviluppo. Con le parole si dice che questa decisione è presa per dare lavoro alle donne delle mense che non hanno più lavoro in seguito alla diminuzione delle richieste pasto. Come spesso succede il diavolo si nasconde nei dettagli e si legge che la patrimoniale del comune può affidare a terzi il servizio. Si chiama privatizzazione, ma non si dice. E le mense saranno privatizzate? Il lupo perde il pelo...

venerdì 23 ottobre 2015

Voci di corridoio, gufi, ersu e gaia...

Apprendiamo da voci di corridoio che l’amministrazione, resasi conto che non è poi così facile gestire i conti di un comune in difficoltà come il nostro, sia andata a bussare alla porta di Ersu per tagliare una parte della voce relativa al servizio di raccolta rifiuti.
In particolare questi gufi sostengono che il sindaco abbia intimato ad Ersu di voler rivedere la spesa del comune di poco meno di 1 milione di euro sugli 8 attuali, suggerendo due strade: il taglio dei dipendenti oppure la riduzione/rimozione del servizio porta a porta di raccolta differenziata.
Ragioniamo un attimo sulla prima possibilità, il taglio dei dipendenti. Quello che nel tempo è stato usato, come tutte le altre società partecipate dai comuni, come luogo per sistemare amici o parenti dalla vecchia (che si dichiara nuova) politica oggi viene disconosciuto. In pratica ci si ravvede delle scellerate scelte del passato per tornare ad una più grillina visione delle partecipate. Ben venga questa visione, ma con dei però… Però, nel caso in cui si segua questa strada, deve essere tagliato il personale non competente e non necessario, non chi lavora, ma non ha amicizie o familiari di rilievo. Però chi viene mandato a casa non deve finire in qualche altro poltronificio di stato per salvare qualche interesse. Però non ne deve risentire in alcun caso il servizio di raccolta della spazzatura porta a porta e differenziata, che ci porta direttamente al secondo punto.Già abbiamo assistito ad una riduzione dei giorni in cui si ritirano alcuni rifiuti, già abbiamo dovuto ascoltare le promesse di riduzione della tassazione per chi differenziava correttamente, già abbiamo dovuto ascoltare le promesse di un efficientamento del servizio, promesse ovviamente tristemente disconosciute. Il fatto però che nel 2015 anche solo si pensi a ridurre la differenziata porta a porta è tanto anacronistico quanto preoccupante. Ormai la strada verso una tariffa puntuale pesata (e auspicabilmente rifiuti zero) è stata tracciata, nel massimo rispetto dell’ambiente in cui viviamo e della nostra salute. Sì perché l’alternativa è quella dell’incenerimento, tristemente nota ai cittadini del Pollino e non solo per le conseguenze che ha avuto, ha ed avrà sulla salute.
Per efficientare ersu sarebbe sufficiente rimuovere i tentacoli della politica che la avvolgono da anni; il male dell’Italia non è la gestione pubblica, ma la gestione pubblica asservita alla (e dalla) politica*. Nessuno tocchi la raccolta differenziata porta a porta ed anzi si aumenti, si introduca la tariffa puntuale pesata (prima per le famiglie e poi per le attività) e si persegua la strada di rifiuti zero perché se non si capisce che i rifiuti sono una risorsa, se correttamente gestiti, si pagherà di meno in bolletta ora, ma il costo sociale, ambientale e sanitario nel lungo periodo sarà incalcolabile.
Ma noi non crediamo ai gufi, e quindi diciamo all’amministrazione “state sereni”.

* La possibilità di privatizzare, anche solo in parte, Gaia è per noi altrettanto preoccupante. Un recente articolo di giornale apriva alla possibilità di cercare un investitore. Può essere passato inosservato a molti, ma non a noi, non a chi combatte da sempre per un servizio idrico pubblico e su cui non si specula. Per Gaia noi abbiamo altre proposte che potete leggere qui.

mercoledì 7 ottobre 2015

Per Gaia il M5S ha un piano R(ESET)

Leggiamo sulla stampa la proposta da parte del Presidente Lattanzi di un Piano D per assicurare investimenti e tenere in ordine i conti di Gaia. 
Stranamente siamo d’accordo con parte delle analisi del Presidente sui motivi per cui Gaia è in questa situazione vergognosa; crediamo, infatti, che la politica abbia la maggior parte di responsabilità, condivise con un management inadeguato scelto dalla stessa politica con criteri opachi e rispondenti a logiche clientelari. 
Certo è che nella fase di nascita di Gaia, come di tutte le altre partecipate, si sono sistemati gli “amici”, che hanno fatto carriere strepitose, assunto personale in posizioni impiegatizie a discapito della capacità di intervento; tutti costi fissi che da allora ci stiamo portando dietro. 
Leggiamo che Lattanzi vuole assumere altri 5 figure “con ruoli manageriali”… e con quelli che ci sono che ci fa? Vogliamo provare a fare finalmente una seria verifica e valutazione interna? Che l’azienda sia stata mal condotta è di tutta evidenza, quello che è mancato in tutti questi anni è un provvedimento esemplare da parte dei Soci – i Comuni, rappresentati dai Sindaci – che evidenziasse il problema e lo risolvesse e invece i nostri amministratori si sono limitati ad aumentare le tariffe: troppo facile. 
Lattanzi relativamente ad una eventuale privatizzazione, fa riferimento ad una ben accetta “mentalità manageriale e di ottimizzazione delle risorse che il pubblico non riesce a mettere in campo” affermazione molto grave ed irresponsabile: se non è contento di come lavorano gli attuali dirigenti, pagati tutti profumatamente, prenda provvedimenti oppure lasci il posto a chi se la sente di farlo.
 Non è la forma sociale che fa la differenza ma la formazione del personale, in particolare dei dirigenti e dei quadri aziendali. Ora basta, RESET.
 Invece di aumentare enormemente lo stock del debito e ribaltarlo pari pari sulle spalle dei cittadini, facendoci guadagnare solo le banche (ma guarda caso, sempre loro) si attivi Lattanzi per ottenere i finanziamenti per gli investimenti attraverso gli strumenti previsti dalla Regione Toscana come ricordato a tutti nella sentenza di fine settembre 2014 della Corte dei Conti (n.166/2014/VSG) dove si legge: “Va infine considerato che la vigente normativa regionale coinvolge la responsabilità della Regione non solo nella nomina del direttore generale dell’Autorità idrica, ma anche a fini di sostegno finanziario delle società di gestione del servizio idrico integrato; sostegno a sua volta funzionale alla realizzazione di investimenti infrastrutturali (art. 25, co. 2, della l.r. n. 69/2011)”. 
Grave anche l’ultima affermazione di Lattanzi “Ebbene: se io fossi proprietario di una casa da rivendere e la volessi vendere prima di metterla sul mercato gli darei una bella sistemata”. La bella sistemata, purtroppo, la stiamo dando noi cittadini, pagando un 5%, minimo, l’anno, di aumento della tariffa idrica e pagando le assurde partite pregresse, per cosa poi? Per vedere GAIA essere messa, dopo la bella sistemata, sul mercato e comprata da un soggetto privato?! 
La cosa più urgente che Lattanzi dovrebbe fare è un tavolo di confronto, un panel di controllo dei cittadini, che abbia pieno e libero accesso alle informazioni relative alla gestione aziendale; lo faccia mettendo in atto il suo auspicio di rivedere “i rapporti tra Assemblea e Consiglio di GAIA” e forse diventerà un po’ più credibile. 

Ora basta, RESET.

MOVIMENTO 5 STELLE – Tavolo H2Oro

venerdì 2 ottobre 2015

Sulle case parcheggio e baratto amministrativo

A seguito della nostra interrogazione presentata in data 18 settembre riguardante la vicenda delle case parcheggio che da qualche settimana sta occupando le pagine dei giornali, ma di cui non erano chiari alcuni aspetti, provvediamo ad informare la cittadinanza sulla risposta ricevuta.

In particolare alla prima domanda “Come si è stabilito il canone di oltre 500€ mensili per gli occupanti delle case parcheggio?” l'amministrazione rispondeva dicendo che parte del debito, identificato in oltre 100mila€ era dovuto ad una convenzione stipulata con la misericordia di Lido di Camaiore per la pulizia dei terreni intorno alle case parcheggio. Questa convenzione, in scadenza a al 30 settembre scorso, prevedeva il pagamento annuale di 21mila€ alla misericordia a fronte di 6 ore settimanali di lavoro per la pulizia. Questa cosa ci lascia molto perplessi.
Ci chiediamo infatti come mai si sia stipulata una simile convenzione quando sarebbe stato possibile, attraverso una forma di “baratto”, trovare un accordo con le 12 famiglie occupanti le case richiedendo, in cambio di un servizio di assistenza temporaneo offerto dalla comunità, di svolgere un lavoro socialmente utile quale la pulizia dei terreni e/o la manutenzione di altre aree pubbliche.
La mancata adozione di un simile accordo porta oggi ad un duplice effetto negativo:
- Con l'eccezione di pochi casi non c'è stato un vero progetto in logica “do ut des” nei confronti degli occupanti delle case parcheggio, ai quali è stato banalmente chiesto denaro che verosimilmente (furbetti a parte) non è a disposizione dei nuclei familiari disagiati che avrebbero il diritto di utilizzare l'edilizia popolare;
- Si richiede oggi a tali famiglie di coprire un buco che non è totalmente collegato al mancato pagamento dell'affitto e delle bollette. Coloro che ottengono la borsa lavoro devono quindi svolgere lavori socialmente utili per coprire anche la somma relativa alla misericordia. Ma non si poteva farli lavorare prima, per 6 ore settimanali, così non si sarebbero sommati i 21mila euro (che tra l'altro sono una bella somma per 312 ore di lavoro annui e sono denari che escono dalla nostra comunità) e gli occupanti avrebbero già cominciato a “restituire”, sotto forma di lavoro, le restanti somme dovute come le utenze?

Un'altra parte della risposta riguarda invece la borsa lavoro, che è stata pensata come lavoro attivo, pagato 500€ mensili, da cui vengono decurtati immediatamente 300€ per gli insoluti ed i restanti 200€ devono essere usati per pagare affitti ed utenze (500€ per gli appartamenti piccoli, 580€ per quelli più grandi). In pratica ai soggetti a cui è stata offerta la borsa lavoro non rimarrà nulla in mano (e magari trovarsi un lavoro in nero come detto dal sindaco in un passato incontro con gli occupanti).
Secondo noi questa vicenda è stata gestita male fin dall'inizio e le soluzioni, proposte o discusse fino ad ora, non sono sicuramente il modo di coprire questa voragine causata dalla mala-gestione.

Il movimento 5 stelle ha fatto una proposta di vero baratto amministrativo in una mozione presentata in data 28 luglio scorso e non ancora discussa.

Potete trovare a questo indirizzo l'interrogazione presentata e a questo indirizzo la risposta dell'amministrazione.


sabato 26 settembre 2015

Poltronificio prima di tutto

Succede anche a Pietrasanta che la lista neo eletta, in piena continuazione con il metodo partitico che aveva di facciata abbandonato, debba “pagare i debiti” della campagna elettorale. Sì perché basta dare un’occhiata alle recenti nomine nelle partecipate del comune per capire che si sta sistemando tutti, o quasi. In Versiliana due nomine di livello per la presidenza e presidenza onoraria, ma il consiglio di indirizzo vede nell’elenco personaggi del comitato del Mallegni, presenti in lista o in liste di appoggio.
Alla farmacia comunale arriva Duranti, Viviani alla Pietrasanta Sviluppo, e chi più ne ha più ne metta… Di merito e competenza ne vediamo poca, di clientelismo molto.
Il motivo è facile da comprendere, ora Ballegni deve essere populista, fare felici quasi tutti e crearsi il canale preferenziale per arrivare a Roma appena possibile, forse per la sua ultima occasione. Vedremo se le scelte fatte ripagheranno dal punto di vista dei risultati, oppure il “parcheggio pietrasanta” sarà veramente il primo ed unico interesse del nostro sindaco.

Intanto molti sono sistemati, perché anche se non percepiscono stipendi si ottiene una posizione di potere o di rilievo, e per molti basta. Attendiamo di vedere i risultati di alcune dinamiche all’interno di FI/PDL/Lega (ancora non ci è chiaro quale posizione converrà di più tenere a Mallegni a Pietrasanta), ma intanto gli elicotteri atterrano qui vicino, Salvini si ferma a Marina di Pietrasanta e la nomina a coordinatore vicario…. Il navigatore è impostato, destinazione Roma.

Comunicato su Gaia S.p.a.

Apprendiamo da fonti di stampa che Gaia s.p.a. sta inviando lettere ai cittadini del centro storico in cui si richiede l’immediato pagamento le bollette non pagate del primo periodo di emergenza tallio dello scorso anno. Riteniamo questo fatto estremamente grave e, nonostante possa avere un fondamento giuridico, scorretto nella forma e nella sostanza.
Di fatto si chiede a cittadini, che hanno ricevuto durante quel periodo acqua di dubbia qualità e salubrità, oltre che un disservizio dovuto all’ordinanza sindacale, di pagare un servizio che li ha potenzialmente esposti a danni per la salute. La minaccia del distacco del contatore, che comporterebbe un costo di reinstallazione di svariate centinaia di euro, è poi uno spauracchio che temiamo faccia presa su molti dei nostri concittadini che vivono le conseguenze della crisi. Qualcuno direbbe “oltre al danno la beffa”, mentre noi diciamo “vergogna”!
Vergogna perché ad oggi, dopo mesi in cui Gaia ha evidenziato tutti i suoi limiti nella capacità di gestire l’emergenza, i cittadini sono tornati a pagare regolarmente le bollette, ma c’è ancora la paura di usare l’acqua del rubinetto. E la minaccia del distacco non pare a voi una minaccia, anche in considerazione della delicata situazione economica?
Chiediamo quindi a Gaia s.p.a. di fare un passo indietro. In primis è lo stesso gestore idrico a dover dimostrare di aver somministrato acqua di indubbia qualità e salubrità (basta vedere le analisi dei periodo ottobre/dicembre per capire che forse non è stato proprio così per molti dei punti di controllo) e solo dopo questo necessario passo, nel caso riesca a farlo, richiedere le somme insolute ai cittadini.
L’amministrazione stessa, come voce degli utenti del nostro comune, dovrebbe richiedere la sospensiva della richiesta fino a che non saranno accertati i punti di cui sopra.
La mozione presentata dal nostro gruppo e modificata durante la discussione prevedeva un percorso che imponesse a Gaia di cessare una pratica lesiva del diritto universale di accesso all’acqua. Si è deciso di far passare una linea più soft, limitando la battaglia ai distacchi alle sole situazioni di evidente difficoltà economico-patrimoniale. Un punto della mozione però riguarda la definizione di un tavolo tra cittadini, comitati e comune per definire il futuro di Gaia S.p.a., società che non rispetta il referendum sull’acqua pubblica del 2011. Nonostante se ne sia parlato tanto (nessuna delle soluzioni soddisfa le richieste di chi nell’acqua pubblica ci crede e lavora strenuamente per la sua realizzazione), crediamo sia giunto il momento di gettare le basi per un nuovo gestore totalmente pubblico, efficiente e che non speculi su un bene essenziale quale l’acqua.


A riveder le stelle

giovedì 17 settembre 2015

Sulla transazione TME e l'incenerimento dei rifiuti

Sfortunatamente la pratica di calendarizzare i consigli comunali e le capigruppo in orario lavorativo continua ed in alcune circostanze questa scelta può impedire la presenza ad alcuni consiglieri, come il nostro, che non ha potuto essere presente ad entrambi i consigli di questa settimana, fatti in due giorni consecutivi.
La nostra posizione è già stata espressa in passato, ma oggi viene rafforzata con maggiore consapevolezza dalla nostra seppur breve esperienza: consigli comunali in orario di lavoro hanno la naturale conseguenza di impedire la presenza di cittadini interessati (ad eccezione ovviamente dei disoccupati o dipendenti part-time) ed il risparmio tanto sbandierato dovrebbe essere verificato visto che ogni volta che viene indetto un consiglio comunale vengono rimborsate, per legge, ai datori di lavoro dei consiglieri presenti, le ore di lavoro “non lavorate” ed il viaggio.
Sarebbe quindi necessario fare un rapporto tra il costo del personale comunale necessario ed il costo dei consiglieri comunali presenti ad ogni CC per comprendere se questa scelta è effettivamente così vantaggiosa,anche perché al di là di un possibile risparmio economico, si impedisce di fatto ai consiglieri di partecipare all'attività amministrativa e ai cittadini di essere rappresentati.
Dopo questa doverosa premessa vogliamo esprimere la nostra posizione, almeno pubblicamente, sull'accordo tra i Comuni di Massarosa, Pietrasanta, CAV e TME in merito all'inceneritore di Falascaia.
Volendo guardare a questo accordo dal mero punto di vista economico non si può che confermare la bontà della transazione: già prima della sentenza avevamo un conto in sospeso da oltre 15 milioni, una sentenza favorevole è quantomeno difficile da incamerare e la cifra da pagare sarebbe stata ancora superiore e senza accordo con il CAV da dividere interamente tra i due comuni.
Siamo però a fare politica, possibilmente buona politica, e da questo punto di vista c'è molto di negativo da dire, in primis sulla scelta scellerata di incenerire i rifiuti, idea che pare essere ritornata anche oggi in voga, nonostante l'Europa suggerisca di smettere di incenerire dal 2020 (ovvero prima del termine dell'ammortamento di un qualsiasi inceneritore in costruzione oggi, o magari addirittura prima del termine dei lavori di costruzione) e paesi poco attenti all'ambiente come gli Stati Uniti abbiano capito l'errore e stiano tornando indietro. Succede però che nel nostro paese si arrivi tardi su molte cose e su quelle sbagliate si continui a sbagliare.
Un inceneritore poi difeso da destra e sinistra, che è stato chiuso grazie all'impegno dei comitati e dei cittadini che non si sono arresi alle logiche della mala-politica che con frasi infelici ha cercato di farci digerire un “forno” come se fosse una struttura in cui le cose entravano e quasi per magia scomparivano. E mentre i paesi, le regioni e le amministrazioni locali con una visione del futuro ed un vero e profondo senso di rispetto per l'ambiente e la salute umana progettavano modi sostenibili di gestire i rifiuti, da noi si dimostrava una mentalità da preistoria ed una visione del futuro a distanza di qualche settimana, o magari qualche poltrona.
Pensiamo che l'inceneritore di Pietrasanta, spacciato per indispensabile, sia stato un vero e proprio business. Non è stato così per ingegneri che hanno percepito somme ingenti per i collaudi? Per i partiti che di facciata lo attaccavano, ma che non hanno fatto tutto il possibile per non farlo aprire, o farlo chiudere? Non è stato così per i responsabili tecnici dell'impianto, ma che il processo ha etichettato come irresponsabili?
E cosa dire delle società, che hanno speculato sulla salute dei cittadini, interessate solo ai ricavi milionari dalla vendita dell'energia elettrica ottenuta bruciando rifiuti (e spesso gas metano) pagati in bolletta dagli stessi cittadini avvelenati dalle emissioni tossiche?
Attendiamo che emergano le informazioni relative alle indagini epidemiologiche sul vecchio e nuovo inceneritore (perché gli errori per farli bene, si fanno due volte), ma basta vedere lo stato di salute della zona di Falascaia, che avrebbe bisogno di una profonda opera di bonifica a costi proibitivi, per capire che il danno fanno è irreparabile.
Ogni agricoltore, piccolo o grande che sia il proprio terreno, ha subito un danno da queste scelte, così come la comunità, che avrebbe potuto consumare prodotti a km 0 di qualità, ma adesso non più.
La nostra comunità ha quindi pagato molte volte ed in diversi modi diversi un costo per queste scelte, economico ma ancora di più sociale e sanitario, quanto dovremo ancora pagare? La possibilità, paventata a livello regionale, della costruzione di due nuovi inceneritori in Toscana ci spaventa, sia perché rappresenta un modo di pensare arcaico, sia per la mancata visione d'insieme della nostra classe politica.
Auspichiamo che una battaglia seria per la raccolta differenziata pesata e la strategia rifiuti zero sia abbracciata da tutte le forze politiche, per non dover pagare nuovamente i costi di chi dell'ambiente e del nostro futuro non ha interesse.  

venerdì 11 settembre 2015

Sul Consiglio Comunale dell'8 settembre

Nel consiglio comunale dell'8 settembre sono andate in discussione due mozione presentate dal nostro gruppo consiliare agli inizi di agosto. Entrambe sono state votate all'unanimità dei presenti, anche se non nella loro forma originale, ma solo dopo modifiche formali.
La prima mozione in discussione, naturale conseguenza della sentenza della corte di cassazione 14225 e 14226 e della costituzione italiana, impegnava il sindaco e la giunta a dare mandato agli uffici di verificare quali fossero le scuole paritarie nel comune di Pietrasanta, verificare il potenziale gettito IMU/ICI delle stesse e l'immediata riscossione delle somme relative agli anni passati e dell'anno in corso.
Dalla discussione è emersa l'intenzione di attendere che la normativa/giurisprudenza si pronunci in maniera definitiva nel merito della vicenda, ma anche l'intenzione di eliminare situazioni di privilegio o diseguaglianza sociale e fiscale nel caso in cui la posizione della corte sia confermata.
Si è dunque presentato un emendamento al testo che rimuovesse la parte relativa all'immediata riscossione delle somme passate e presenti per inserire una dicitura che indica la sospensiva della stessa in attesa di una posizione normativa/giurisprudenziale più chiara.
Siamo felici che questa mozione sia passata in consiglio comunale e vigileremo affinché gli uffici procedano a fare quanto scritto nero su bianco nella mozione, in attesa della possibilità "formale" di richiedere quanto eventualmente dovuto.

La seconda mozione in discussione, come massima espressione dei valori espressi da ONU, Carta dell'acqua ed unione Europea di diritto di accesso all'acqua bene comune e diritto universale dell'uomo, impegnava il sindaco e la giunta a:
- ripristinare le utenze distaccate sul nostro territorio, qualora ve ne fossero;
- terminare la pratica del distacco, così come previsto dal contratto integrativo Gaia;
- aprire un tavolo di discussione con i cittadini ed i comitati sul futuro di Gaia.

Visti i timori di aiutare i furbetti anziché le famiglie in difficoltà (aspetto quello del "chi è più furbo vince" che il movimento rigetta e contesta in ogni modo) e di non poter influenzare Gaia nella ridefinizione un pochino fumosa delle condizioni di distacco e non dell'utenza si è proposto di emendare il testo della mozione.
Sono stati quindi rimossi i primi due punti per inserire un nuovo punto che impegni il tavolo previsto al precedente punto 3 ad affrontare il problema dei distacchi per le utenze in palese condizione di difficoltà, dalla disattivazione al ripristino dell'utenza.

Anche qui i significati profondi di difendere un diritto fondamentale come quello dell'accesso all'acqua e la necessità di aiuto alle realtà in difficoltà in una società civile sono stati riconfermati, lasciando invariato il senso del punto riguardante il tavolo istituzionale con cittadini e comitati per la discussione del futuro di Gaia S.p.a. società mista pubblico/privata che non rispetta in pieno l'esito referendario del 2011.  

giovedì 10 settembre 2015

Il Forte dei balocchi

Perché ogni anno è sempre peggio? 

Ci riferiamo alla tendenza delle varie amministrazioni succedutesi e dei media di voler consolidare sempre di più Forte dei Marmi come una scatola vuota, una immensa vetrina di accessori e gadget all'ultima moda tanto costosi quanto inutili, dove tutto ruota intorno agli orari delle boutique.

Si fa di tutto per promuovere falsi idoli alla portata di poche tasche e far passare il messaggio che solo se consumi esisti e più consumi e più, in teoria, sei felice.

Un paese ormai in ostaggio di gerenti e commessi calati dalle maggiori città italiane sfasati al punto che non sanno più se è estate o inverno, provano ad inventarsi vetrine sempre più strane per attirare l'attenzione del turista facoltoso che spesso preferisce approvvigionarsi dallo spacciatore extracomunitario di borse e cinture con rivendita abusiva presso i più rinomati stabilimenti balneari.

In tutto questo poi mettiamoci la Maserati che da qualche anno impesta tutto il centro di Forte e non contenta della cifra ridicola richiestagli dal Comune prono si mette anche a vendere cianfrusaglie senza permesso.

Mettiamoci le inaugurazioni cafonalchic di empori che durano quanto un gatto sull'aurelia, l'avvistamento di Lapo Elkan a casa Bocelli, la Santanchè in perenne diretta tv dalla villa recentemente acquistata in Versiliana, gli eventi cena amarcord presieduti da amministratori locali e vip di Expo sulla spiaggia, così obsoleti che in tanti ormai gli preferiscono il 30mo compleanno della stagione di Jerry Calà in una Capannina sempre più frequentata da rampolli in Ferrari di improbabili imprenditori nazionali.

Mettiamoci la cittadinanza onoraria a personaggi che non si capisce quale bene abbiano fatto al Paese se non a se stessi guadagnando e costruendosi la villa, per poi scoprire solo pochi mesi dopo un esposto per una presunta tangente di 60.000 euro all'azienda del figlio pagata dalla cooperativa rossa “vincitrice” di un appalto da 25 milioni dalla società presieduta dal cittadino onorario. 

Mettiamoci lo shopping compulsivo di tanti, troppi alberghi da parte di compratori russi dal portafoglio a fisarmonica, i video imbarazzanti di hotel di lusso per insegnare l'educazione a questi miliardari, le trasmissioni trash condite da venditori di supercar a domicilio e concessionari balneari maleducati con il personale.

Mettiamoci le centinaia di cartelli Vendesi appesi alle ville, anche all'entrata del paese, nonostante una delibera sul decoro urbano ne preveda il divieto.

Mettiamoci un cartellone degli eventi di Villa Bertelli degno del peggiore Drive In ma tranquilli...il festival pirotecnico lo vince l'Australia.... 

lunedì 7 settembre 2015

Aggiornamento lavori del Gruppo Consiliare

Nonostante il periodo estivo il gruppo consiliare del M5S continua a presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni.
Dopo l'emendamento al regolamento TARI e piano finanziario TARI 2015, rigettato perché in forma di mozione e non più discutibile dopo l'approvazione del piano finanziario. Il documento verrà riformulato e presentato il prossimo anno.

La mozione per la fitobonifica riguarda la nostra proposta di bonifica del torrente baccatoio e terreni limitrofi attraverso l'utilizzo di piante che si sono dimostrate essere in grado di attirare i metalli pesanti presenti nell'acqua e nel terreno.

L'interpellanza per la messa in sicurezza del piastronato di Via Mazzini (anche conosciuta come Via di Mezzo) è stata presentata su richiesta di alcuni residenti che hanno visto cadere, a causa delle lastre sconnesse, alcune persone con problemi di mobilità. Al fine di evitare ogni rischio per la salute delle persone che attraversano tale strada si è presentata una interpellanza per richiedere la messa in sicurezza del fondo stradale.

L'interpellanza per la mancata adozione di un piano antenne è naturale conseguenza di un nostro accesso agli atti che ha evidenziato l'assenza dello stesso. Già a gennaio 2014 la precedente amministrazione dichiarava il piano come praticamente finito, ma ad oggi non è stato ancora adottato. La presenza di un piano antenne “inibisce la formazione del silenzio assenso per richieste di installazioni/implementazioni su siti non previsti nel Piano stesso”, potrebbe prevedere lo spostamento degli impianti ritenuti “inidonei”, l'installazione di un nuovo impianto su suolo di proprietà del Comune comporterebbe un introito erariale per l'amministrazione ed una maggiore possibilità di controllo delle emissioni dell'impianto stesso.

L'interrogazione sulla produzione rifiuti e sulla tariffazione TARI è diretta conseguenza delle dichiarazioni dell'amministrazione sulla reale produzione dei rifiuti da parte degli stabilimenti balneari, in relazione alle utenze del centro storico. Così come emerso dallo studio del Disciplinare Tecnico dei Servizi e Piano finanziario allegato la dotazione organica di strutture per lo stoccaggio dei rifiuti per le 130 utenze balneari (così si legge sul documento ERSU) ha una sommatoria di litri potenziali superiore a tutte le utenze del centro storico (oltre 2400 tra domestiche e commerciali). Si richiedono quindi i rapporti di produzione e le relative somme da pagare.

L'interrogazione sulla chiusura del Cinema Teatro di Pietrasanta riguarda la poca chiarezza percepita dalla cittadinanza sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura, gli interventi da mettere in atto ed il tempo previsto per la realizzazione di tali interventi.